Uroboro – la rotonda di fronte a casa

Uroboro: simbolo molto antico che rappresenta un serpente o un drago che si morde la coda formando un cerchio senza inizio né fine. Apparentemente immobile ma in eterno movimento rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso, l’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose, che ricominciano dall’inizio dopo aver raggiunto la propria fine. Simboleggia quindi l’unità, la totalità del tutto, l’infinito, l’eternità, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione. Fonte: Wikipedia.

La prima volta che ho sentito questa parola è stato circa 8 anni fa quando lavoravo nello studio di tatuaggi che io e Fernando avevamo aperto a Firenze. A volersi tatuare l’uroboro era Giovanni, un caro amico che ammiravamo entrambe. Lui lavorava come dipendente e ogni anno utilizzava il suo mese di ferie per visitare con zaino in spalla un paese sempre diverso. 8 anni fa la sua destinazione era America del Sud. Ora potrebbe trovarsi ovunque nel mondo, chi può dirlo, non ho più notizie sue da troppo tempo.

Ce lo hanno detto ripetute volte che la vita è imprevedibile, ad ogni modo sono in pochi ad avere la sfera di cristallo, quindi solo vivendo riusciamo a scoprire quello che ci aspetta. Quante volte hai cambiato senza essere sicuro di dove stavi andando, con centinaia di ripensamenti, chiedendoti se avevi fatto la scelta giusta.

Dicono che a volte bisogna tornare indietro per poter andare avanti.

Oggi, sembra che tutto ad un tratto, alcuni tasselli si siano rimessi al loro posto. Sono tornata a vivere in Irlanda per la seconda volta due anni fa. Ad aspettarmi agli arrivi c’era John, conosciuto anni prima a Sligo e diventato il mio ragazzo dopo che, per caso, ci eravamo rivisti in Irlanda. L’azienda per cui avrei iniziato a lavorare il giorno seguente, aveva prenotato una Guesthouse in cui non ho mai messo piede.

Ricordo ancora quel giorno, pioveva a dirotto e John mi aveva proposto di ospitarmi a casa sua, ma io, insistente e cocciuta, volevo ritagliarmi dello spazio solo per me, almeno i primi giorni ma niente da fare, quella Guesthouse senza insegna, quella sera era stato impossibile trovarlo.

@Sligo, due anni dopo Io e John non stiamo più insieme da mesi. Nonostante abitiamo nella stessa città, ci siamo incontrati per caso molto raramente. Premetto che un anno fa una mia cara amica, Amelie, ha lasciato l’Irlanda per tornare a casa dalla famiglia con la promessa di raggiungermi nuovamente non appena avesse potuto.

Amelie mi ha finalmente raggiunta qualche settimana fa. Un mese oggi per l’esattezza! Avevamo appena finito di pagare i nostri caffè take away e davanti a noi è comparso John. Ha squadrato sia me che Amelie da testa a piedi, momento che per me è durato un’infinità. Finché poi se ne va.

Più tardi vado a prendere alla Guesthouse accennata prima, Dorian, un ragazzo che ha iniziato da poco a lavorare nella nostra azienda. E’ come se oggi tutto si ripetesse sotto altre forme e i destini di ognuno di noi prendessero la propria strada. Il mio e di John più lontani che mai, mentre quello mio, di Dorian e Amelie si stanno inevitabilmente intrecciando. Chissà per quanto, come e perché! Chi può dirlo!

Concludo dicendo che siamo le persone che incontriamo nella nostra vita e ognuno è un tassello fondamentale e importante della nostra storia. Amici, parenti, conoscenti e nemici hanno contribuito a fare di noi quello che siamo oggi. Soprattutto gli ultimi, ci hanno mostrato le nostre debolezze e reso più forti se non invincibili!!

E come l’uroboro menzionato all’inizio, ricordatevi che nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. In tutto questo, da quando sono qui ho già cambiato tre case e le ultime due sono situate esattamente di fronte a delle rotonde. Un segno?!

Pubblicato da Super Ale

Mi chiamo Alessia, per chi mi conosce bene Super Ale! Voli pindarici e colpi di scena assicurati!!

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