La mia santa quarantena

Vista l’attenzione che questa parola nutre da ormai svariati mesi, mi sembra doveroso dedicarle un intero articolo. E allora un pò come mio solito, cercherò di estrapolarne i connotati positivi per arrivare insieme a voi alla constatazione che non tutti i mali vengono per nuocere.

E allora, miei cari lettori, eccovi qui di seguito le ragioni per cui considero la mia quarantena altrettanto santa quanto la quaresima da poco finita. Si noti il significato della quaresima: “Nella liturgia cattolica, periodo di penitenza di quaranta giorni in preparazione della Pasqua, dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo.”

Immagino che gran parte di noi abbia riscoperto attività che, per mancanza di tempo, denominatore comune della nostra quotidianità, aveva accantonato da mesi, anni se non decenni.

Personalmente ho riscoperto la pittura, la scrittura, la cura della mia persona e la pulizia della casa, intesa come una sorta di rituale per rimettere in ordine lo spazio che mi circonda. Ogni settimana è come se fossi più accorta in quello che faccio. Cucino per il piacere di mangiare qualcosa di fatto in casa e non necessariamente perché devo farlo oppure riordino casa perché ho piacere di muovermi in uno spazio ordinato e pulito e non perché è sabato e è il giorno destinato normalmente alle pulizie.

Avendo più tempo a disposizione, nonostante lavori da remoto, la mia percezione delle cose e delle persone attorno e lontano a me sta cambiando giorno dopo giorno.

Penso che a tutti noi, chi più chi meno, è capitato di essere grati a qualcosa che fino a un paio di mesi fa davamo per scontato. Gran parte di noi si sta gradualmente abituando al minimalismo, al vivere con poco e a apprezzare ciò che si ha già.

Oltre alla mia relazione con gli oggetti e gli spazi attorno a me, è cambiata quella con le persone. Quanti di noi in questo periodo si sono allontanati da molti e riavvicinati a altri (ovviamente si intende in senso figurato).

Tutto il superfluo sembra man mano attenuarsi e far spazio a ciò che ha valore. Se mi concedete questo ultimo paragone, assocerei alla pulizia della casa, la pulizia nelle relazioni con gli altri. E’ il caso di spazzare via tutto quello di cui non abbiamo più bisogno per permettere a abbondante aria fresca di entrare nelle nostre case.

A tal proposito, vi propongo questo esercizio; dopo aver pulito e riordinato la vostra dimora, affacciatevi alla finestra e prendete un’enorme boccata d’aria, inspirate e espirate con forza e vigore. Vedrete la sensazione che proverete sarà di immediata liberazione e leggerezza. Dopo tutto, siamo vivi!!!!!!!!!

Pubblicato da Super Ale

Mi chiamo Alessia, per chi mi conosce bene Super Ale! Voli pindarici e colpi di scena assicurati!!

One thought on “La mia santa quarantena

  1. Fabrizio de André disse: “Io sono uno che sceglie la solitudine e che come artista si fa carico di interpretare il disagio, rendendolo qualcosa di utile e di bello. È il mio mestiere.”
    Non so perché ma mi viene in mente questa sua frase…
    Bellissima l’interpretazione che hai trasmesso in questo periodo di “distanze”.
    Un caro saluto 🙂

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