La mia casa-ufficio operativa 24/7

Irlanda, marzo 2020

Vivo fuori casa da quando ho 18 anni. Ad oggi ho un bagaglio di convivenze di ogni tipo; ho vissuto in 5 città diverse, cambiato 16 case, condiviso lo stesso tetto con più di 30 persone in totale provenienti da ogni parte del mondo (Cina, Costa d’Avorio, USA, Colombia, Venezuela, Romania, Irlanda, Francia, Spagna e Italia) ma una convivenza come quella dei mesi scorsi non mi era mai capitata.

Lo scorso marzo la mia azienda ci ha comunicato il giovedì per il venerdì che avremmo iniziato a lavorare da casa per un paio di settimane. Quest’ultime, come ben ricordate, sono diventate mesi. Dall’oggi al domani io e le mie due coinquiline ci siamo ritrovate a vivere in simbiosi ma a rendere il tutto più singolare è stato l’orario di lavoro di ognuna.

Io e Amelie accendiamo tutte le mattina il laptop alle 8.30 mentre Sophie a quell’ora lo spegne; eh già, lei fa il turno di notte altrimenti non avrei intitolato questo articolo casa/ufficio H 24!! Ma la cosa più curiosa è come ci alterniamo, perché come potete immaginare lo spazio è quello che è. Quindi la sera, poco prima della mezzanotte, al rientro dalla mia solita passeggiata notturna, busso alla porta di Sophie e mi assicuro che sia sveglia, poco dopo di solito ci incontriamo sulle scale, lei ancora un pò assonnata sale in salotto e mi augura la buona notte io contraccambio augurandole buon lavoro e scendo giù in camera.

Lavoriamo sulla stessa scrivania, che in realtà è un tavolo da cucina; il mattino mette da parte il suo monitor, tastiera e mouse e in maniera precisa e puntuale ci alterniamo, io accendo il mio laptop e lei spegne il suo e soddisfatta per essere riuscita a rimanere sveglia durante il turno si avvia verso la sua camera per una scorpacciata di serie tv.

Sophie è irlandese, tra me e lei c’è un rispetto reciproco e nonostante siamo due opposti andiamo molto d’accordo. Mentre io pitturo o disegno lei guarda qualche puntata del suo tv show preferito, mentre io cucino lei ordina cibo da asporto, mentre esco fuori perché finalmente è uscito un raggio di sole lei si rintana in camera e chiude le tende. Prima di marzo abbiamo vissuto insieme un paio di mesi ma ci incontravamo a malapena mentre ora ognuna conosce quasi alla lettera le abitudini dell’altra.

E così la nostra dimora è diventata in un battibaleno anche un ufficio operativo a tutte le ore e giorni della settimana. Per combattere la noia dopo lavoro, io ho iniziato a dare sfogo alla mia vena artistica iniziando a disegnare e dipingere tele e supporti di ogni genere, Sophie ha affittato una chitarra e si diletta a canticchiare e suonare. In tutto questo Amelie, che lavora dalla sua camera, ha iniziato a occuparsi di giardinaggio e ha disseminato piante e fiori per tutta la casa. Giunte alla fine del confinamento tra le quattro mura, oggi riesco a tirare un sospiro di sollievo e a dire che dopo tutto l’abbiamo vissuta bene; una sorta di esperimento sociale che nel nostro caso ha avuto successo.

Quando Sophie un paio di mesi fa ha ricevuto la conferma di ammissione a un college americano, le ho regalato una bustina di semi di fiori coloratissimi. Dopo averli seminati, era talmente entusiasta all’idea di vedere crescere la sua pianta che, vi giuro, ogni mattina mentre ero già dietro il monitor a digitare freneticamente sulla tastiera, lei saliva in soggiorno e contemplava per qualche istante i germogli appena nati.

Ora Sophie si trova dall’altra parte del mondo, in America. Ha raggiunto parte della sua famiglia e sta per raggiungere il suo obiettivo che è quello di completare un master di alto livello in un settore molto specifico. La sua stanza è vuota e probabilmente perché abbiamo vissuto così tanto in simbiosi, la penso spesso e quasi mi manca l’dea di vederla gironzolare per la casa. Ogni tanto, ci siamo truccate e vestite come se dovessimo uscire e poi abbiamo preso un thé con biscotti, abbiamo messo la musica in sottofondo e chiacchierato guardando fuori dalla finestra fiduciose che di lì a poco lei avrebbe potuto raggiungere l’America!

Io, invece, sembra che abbia trovato l’America stando ferma. E’ tutto raccontato in questo articolo! Clicca qui per aprirlo!

You are a Star!

Pubblicato da Super Ale

Mi chiamo Alessia, per chi mi conosce bene Super Ale! Voli pindarici e colpi di scena assicurati!!

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