Sbrigati a preparare sta valigia!

Così continua a ripetermi la mia cara mamma dal primo giorno in cui sono entrata nel settimo mese. Eh si, non vorrei che fraintendeste il titolo di questo articolo!

Nonostante sia piena estate e tempo di vacanze, questa volta il tanto adorato trolley blu magnetico conterrà il corredo mamma e bimbo necessari il giorno del parto in ospedale 🙂

Da quando la pancia non passa più inosservata le persone attorno a me hanno tutte un occhio di riguardo, attenzione però, non mi riferisco solo a amici, parenti e conoscenti ma soprattutto a perfetti sconosciuti!

Quando vago tra gli scaffali del supermercato, entro in qualche ufficio o cammino per strada, mi trovo davanti a una miriade di sguardi compiaciuti, il più delle volte seguiti da alcune domande standard a cui ormai rispondo per inerzia! “E’ maschio o femmina? Quand’è la scadenza? Sapete già come lo chiamerete?”.

In realtà non è finita qua, perché alcuni non si limitano a queste tre domande preliminari ma iniziano a raccontarmi qualche aneddoto o la propria esperienza in gravidanza. La persona che ha fatto breccia nel mio cuore è Carmela, età 90 anni, incontrata sulle scale di un condominio. Vanta 3 figli di cui 2 gemelli. Ai suoi tempi non esisteva l’ecografia, per cui una volta arrivata in ospedale e aver partorito la prima creatura, l’ostetrica le chiese un ultimo sforzo perché ne mancava ancora uno all’appello!

Prima di concludere l’articolo vorrei condividere con voi il tema acquisti da fare per il primo neonato. La mia dolce metà e io, da bravi genitori premurosi, abbiamo girato in lungo e in largo i vari negozi per bimbi per farci un’idea del necessario da comprare. Palese è stato il tentativo dei vari negozianti di propinarci una lista infinita di oggetti da loro definiti “indispensabili” che solo all’idea di acquistarli tutti non saprei neanche dove metterli! E così l’indomani a mente lucida, ci siamo detti che dopo tutto anche se siamo nel 2022 si può ancora crescere un figlio senza troppe menate!!

D’altronde i bimbi della nostra generazione e non solo, sono cresciuti così!

io da piccola!

Mulini a vento!

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.

My cat.. Rossino!

Due date:

  • 26 gennaio 2020: vivo in Irlanda, presento le dimissioni per girare con zaino in spalla
  • 26 gennaio 2022: vivo in Italia, scopro di essere in dolce attesa

Cos’è successo nel mentre?! DI TUTTO! “Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.

Ti accorgi che è arrivato il momento di cambiare qualcosa nella tua routine quotidiana quando le ore che scandiscono la giornata non scorrono più in maniera armoniosa ma le lancette dell’orologio, come se gli ingranaggi fossero arrugginiti e usurati, fanno fatica a completare il loro giro.

Due anni fa, assecondando questa sensazione di pesantezza dei giorni che si alternavano con ritmi lenti, decisi di cogliere la palla al balzo e dare una scossa alla mia vita; diedi le dimissioni a lavoro con 4 mesi di anticipo e inizia i preparativi in previsione di un viaggio con zaino in spalla in Sud America. Peccato che poco dopo sia scoppiata un’emergenza sanitaria a livello mondiale che mi ha letteralmente tenuta isolata sulla verdeggiante Irlanda dal momento che avevano addirittura annullato i voli.

Sette mesi dopo ero su un aereo direzione Nizza con in borsa un biglietto di sola andata. Al mio rientro in Italia (abito a due passi dalla Costa Azzurra), mi sono rimboccata le maniche e ho lavorato gli 8 mesi successivi in campagna con i miei genitori, piantando ogni 40 giorni migliaia di girasoli. In primavera ho finalmente trovato un lavoro che appagasse la mia passione per le lingue straniere, per il servizio clienti inteso come abilità a soddisfare le richieste di clienti esigenti in un mercato come quello degli yacht di lusso con tanto di attitudine a risolvere problematiche nel momento in cui si presentano.

La primavera del 2021 è stata più che generosa perché ho anche conquistato il cuore del futuro papà della creaturina che attualmente si diverte a giocare con mani e piedi con il cordone ombelicale nella mia pancia!

Per tirare le somme di questo breve articolo, possiamo passare l’esistenza a pianificare le nostre giornate o i mesi a venire ma la vita è in realtà quello che ci succede mentre siamo intenti a fare altri piani.

Articolo by Super Ale on the Road

Ste & Ale! “Mini me” by Chiara

. . . E tu chi sei?!

Specialmente a chi vive in campagna sarà capitato di ritrovarsi davanti alla porta di casa o dintorni qualche creatura del regno animale che di lì a poco, consenso degli inquilini permettendo, sarebbe diventata parte della famiglia.

A me personalmente è capitato due volte con cuccioli di cane, altre due con mici e una, la più recente, con un uccellino alquanto paffutello e buffo. Lasciate che vi presenti le mie mascotte che, proprio perché arrivate in cerca di una casa in un momento qualunque hanno rapito il mio cuore e ovunque ora siano se ne sono portati via un pezzo con sé!

Il mio preferito è Lucky, un meticcio marroncino dagli occhi affettuosi. Un giorno era capitato di portarlo dal veterinario, lui sistemato sul tavolo da visita, io a fianco a lui; ricordo che non appena aveva sentito il pizzico della puntura di scatto aveva affondato il suo muso tra la mia spalla e il collo, mi aveva fatto talmente tanta tenerezza che ero scoppiata in lacrime. Un paio di anni dopo arriva Bianchina!

Semplice indovinare il colore del suo pelo. Bianchina è un incrocio tra un dogo argentino e un pitbull; un vero e proprio vulcano, inarrestabile e piena di energia. Lei è la preferita della mamma. Pensate, nonostante l’amore a prima vista, la mamma, ovviamente a malincuore, l’aveva portata al canile dopo qualche giorno, era troppo preoccupata per l’indole aggressiva del cucciolo e temeva sarebbe stato un problema tenerla con noi. Aspettate, perché la storia non finisce qua! Il nostro Lucky scappa di casa per via del periodo del calore e viene catturato e portato al canile proprio dove stava Bianchina. E così, dopo averlo cercato per tutta la campagna ci viene in mente di telefonare al canile dove confermano di averlo con loro. L’indomani la mamma rivede la sua Bianchina e lì non resiste, dopo neanche un’ora la family era di nuovo al completo, con i due cagnolini al calduccio in casa tranquilli e beati sulle rispettive brandine.

Ora è il turno della Mimina! Gattino che si fa vivo miagolando alla porta in cerca di cibo. Ma attenzione, nonostante a partire da quel giorno passare da casa nostra diventa tappa fissa, per anni non c’è stato verso di farla entrare. Per via del suo trascorso, a noi sconosciuto, non si fidava dell’essere umano. Oggi, invece, non si schioda di casa; spesso raggomitolata nei suoi cantucci preferiti: la scatola sotto il letto, il cuscino del papà o ancora su una mensola a fianco a un vaso di cristallo, o sui vestiti appena lavati e stirati. Mannaggia a te Mimina!

Per penultimo c’è Rossino, noterete che i nostri amici a quattro zampe hanno tutti nomi molto originali eheh. Quando l’ho visto per la prima volta non potevo credere ai miei occhi, ero appena tornata dall’Irlanda e era come se una parte di quell’isola magica fosse ancora con me. Rossino ha occhioni azzurri e pelo, per l’appunto, rossiccio per cui ricorda a primo impatto lo stereotipo irlandese. Anche lui, abbastanza diffidente, ha iniziato a passare da casa solo per sbaffarsi tutto ciò che c’era nella ciotola, senza nemmeno lasciarsi sfiorare ma nonostante ciò sono affezionatissima a lui perché è troppo tenero!!!! Rossino ora si sbilancia un pò di più, la sera rimane a dormire sull’uscio di caso su un cuscino con sopra strati di calde coperte.

E ora veniamo al dunque con l’ultima new entry! L’uccellino più pacioccone che abbia mai visto. Tutte le sere appena inizia a imbrunire, si appollaia su una tavoletta di legno dipinta a mano sopra la porta d’ingresso e rimane lì fino all’alba. Quando la sera rientro e mi fermo a guardarlo mi fissa e non mi stacca gli occhi di dosso. Anche se, devo ammetterlo, il suo preferito è Steven! Lo vizia con succulenti vermetti dell’orto e miriadi di semini, si proprio quelli di cui vanno ghiotti gli uccellini come lui!

Rinnova il tuo piano!

Rinnova il tuo piano! Super Ale on the road sta per scadere!

Oh no ci risiamo, un altro anno è passato e è arrivato il momento di rinnovare l’abbonamento del blog e il dominio Super Ale on the road. Due anni fa in questo periodo avevo scritto il primo articolo, iniziavo a fantasticare su un viaggio con zaino in spalle direzione Sud America materializzatosi a modo suo nei mesi successivi.

Avevo cambiato di recente casa, tra i vari coinquilini avevo conosciuto un ragazzo colombiano che di lì a poco mi presentò la sua cerchia di amici, tutti suoi connazionali. Per quanto mi riguarda, quel viaggio tanto atteso, iniziò proprio da quel momento. Un paio di sabati ci eravamo visti per cena a casa di qualche suo amico che a turno metteva a disposizione la propria dimora per organizzare una festa; mentre alcuni passavano la serata seduti al tavolo a mangiare empanadas e platano fritto, altri si dilettavano in salotto a ballare scalzi musica latino americana.

Questo viaggio immaginario in Sud America è durato, forse, il tempo che doveva, causa pandemia si è sgretolato tutto, c’è chi non usciva più, chi ha cambiato paese e chi, la sottoscritta, è tornata a casa dopo ben tredici anni!

Postcard by Chiaranicodemo.drawings

In questo momento mi trovo a scrivere da una dolce dimora sopra una collina dalla quale la vista è spettacolare! Vedo il mare blu e su una rocca, Bussana, in lontananza il santuario Sacro Cuore la cui figura è talmente maestosa e solenne che mi ricorda la cattedrale di Santiago de Compostela. Nell’altra stanza c’è Steven, sta finendo l’ennesimo puzzle. Una delle frasi che mi piaceva ripetere quando l’ho conosciuto è “ero a pezzi e tu sapevi fare i puzzle”! Eh si l’amore ha il potere di guarire dalle ferite, “di ricomporre parti dell’anima”. In sottofondo lo schioppettìo del pellet nella stufa e davanti a me, appena appeso nonostante mi sia trasferita qui da più di due mesi, un quadro a me caro.

E’ una riproduzione di un’opera di Botero, artista colombiano, che mi ricorda un pensiero di Paulo Coelho che dice, il vero Cammino di Santiago è la vita di tutti i giorni, la vita è ciò che ti capita mentre sei impegnato a fare altri progetti. To be continued!

Botero

La mia rara & dolce metà

Mondovì centro città

Il suo nome è Steven, segni particolari: edonista e spirito libero quanto me!

Si narra che un mattino d’inverno abbia preso dei carboni ancora ardenti dalla stufa a legna dell’amica della porta accanto e li abbia avvolti dentro una stagnola. Nel suo zaino aveva un paio di birre ancora fredde di frigo da 33cl e una manciata di rostelle. In compagnia del suo fedele Balù si era addentrato nel bosco, aveva acceso il fuoco con la brace ancora rovente e man mano che gli arrosticini cuocevano e erano pronti condivideva dei pezzetti di carne brucente con il suo amico a quattro zampe. Per me il sapere creare un momento speciale con così tanta semplicità è sinonimo di libertà!

Ha un corpo che sembra uscito da una rivista di moda, è alto, fisico slanciato, capello lungo e ha stile quando si tratta di abbinare capi di abbigliamento e i vari colori. Una mattina si trovava a Bologna davanti al portone di uno storico palazzo; si era appena girato e acceso una sigaretta, indossava i Ray-Ban e il sole gli illuminava il viso. Per caso un regista passava di lì in bicicletta, si stava in realtà prendendo una pausa da un cortometraggio che stava girando a qualche centinaia di metri da lì, e non riuscì a fare a meno di chiedergli subito se fosse stato disposto a fare un provino per una parte che avrebbe voluto affidargli. La vita ha sempre delle sorprese incredibili in serbo per noi!

A volte fa colazione con del caffè versato nel bicchiere, quando si sente più fantasioso con grissini inzuppati nel caffellatte, altre volte prepara delle colazioni all’inglese, o come piace dire a me, all’irlandese che sono da capogiro! Qui sotto ne avete un assaggio! Slurp!

Nel nostro nido in montagna

Le margherite insegnano!

versione contadina 🙂

Solo di recente ho capito cosa intendesse Jigorō Kanō (1860-1938), fondatore del jūdō, riferendosi all’obiettivo ultimo di questa disciplina. “Ju” significa cedevolezza, non resistenza, flessibilità, arrendevolezza. Si intende non opporsi alla realtà dei fatti ma cercare di assecondarli, di seguire la corrente, di piegarsi e non spezzarsi.

Attualmente mi sto dedicando alla floricoltura e è capitato di dover “radere al suolo” un’intera serra di margherite per via di una complicazione degli steli. Nonostante lo sconforto per aver impiegato più di otto mesi per far crescere delle piante che solo una volta fiorite si sono rivelate invendibili per il motivo accennato qui sopra, senza troppo piangere sul latte versato, abbiamo rancato le piante e seminato altro.

Per qualche meccanismo inconscio questo episodio ha risvegliato la judoka che è in me; e così ho paragonato un’intera serra di margherite a un randori (combattimento libero) in cui le piante mi hanno sfidato, forse hanno anche vinto, ma non è questo che importa perché mi sono comunque rialzata poco dopo. Così come fanno i judoka che cadono e si rialzano innumerevoli volte. Non solo, ma nel judo vince chi osa di più. Sarebbe più sicuro dedicarsi alla monocoltura, evitando imprevisti dettati dell’inesperienza su altre coltivazioni, ma non è quello che mi ha insegnato il judo praticato a livello agonistico per più di 8 anni!

Il judo (“ju” cedevolezza e “do” via spirituale) è una vera e propria filosofia di vita. Una volta fatta propria la sua essenza è applicabile a ogni situazione del nostro quotidiano.

https://youtu.be/HLtzK-mDF7k

Ti prego, non rimandare!!!

Esci dalla tua zona di comfort e affronta l’infinito 🙂

Bella bro! Yo-yo!

L’1 di marzo per molti paesi, tra cui Romania, Bulgaria, Moldavia, Grecia e Macedonia del Nord, è Mărțișor una festa tradizionale che celebra l’inizio della primavera. E’ ufficiale, è iniziato uno dei mesi più significativi dell’anno! Primavera è sinonimo di fiori che sbocciano, amori che nascono, idee e progetti che prendono il via, è un mese in cui siamo inondati dall’energia del sole che splende lassù ma non ci scotta!

Scrivendo questo articolo esorto tutti, me compresa, di cogliere l’attimo, seguire il proprio istinto, la propria vocina interiore e realizzare qualcosa che, ahimè, forse abbiamo tenuto nel cassetto un pò troppo a lungo.

C’è chi ha finalmente iniziato una dieta, chi si è deciso a stampare Curriculum Vitae a raffica e a disseminarli in giro per la città fiducioso che là fuori ci sia un lavoro che fa proprio al caso suo. E ancora chi ha lasciato un impiego e si sta per trasferire in un’altra nazione per iniziarne un altro, chi ha piantato un seme nel proprio giardino, chi invece ha già iniziato a raccogliere i frutti, e chi più ne ha ne metta!

Se sei in movimento, l’intero universo si muove con te e come un magnete inizi a attrarre persone e eventi che fanno al caso tuo ora, proprio ora. Tra le pagine del libro “Le donne che corrono coi lupi” ho letto che l’istinto è come un muscolo, va regolarmente allenato altrimenti si atrofizza. Nel caso in cui ci sentissimo indolenziti è del tutto normale, arriviamo da un inverno in cui ne abbiamo viste di cotte e di crude e bisogna dare tempo al corpo e lo spirito di rimettersi in moto, ma non aspettare!

Inizia con semplici gesti ma significativi. Quando fai qualcosa mettici l’intenzione, credici. Un limite che accomuna tutti noi è il pregiudizio. Quante volte rinunciamo a metterci in discussione, a provare una strada alternativa per timore di sbagliare o di essere rifiutati. Colpa dei nostri pensieri limitanti che ci bloccano prima ancora che possiamo agire. Vi faccio un esempio.

Letteralmente sotto casa mia hanno aperto da meno di due anni un outlet del lusso. Nonostante sia rientrata in Italia da più di sei mesi, ho portato il curriculum nelle varie boutique soltanto oggi! Perché? Perché ho dato ascolto al mio pregiudizio che diceva: “Non hai mai lavorato in un negozio di abbigliamento né tantomeno nel settore del lusso”, “in questo momento non c’è lavoro, con che faccia vai a proporti chiedendo se ci sono delle posizioni aperte?”, “sicuramente non andrai d’accordo con i tuoi futuri colleghi perché non sei una fashion victim!”

Se invece avessi visto le potenzialità sia mie che del posto avrei pensato: “sono all’altezza perché parlo fluentemente 4 lingue e ho lavorato nel servizio clienti per più di 5 anni rispondendo a richieste di clienti di ogni nazionalità per prodotti destinati a un pubblico giovane nell’ambito dei biglietti e concerti dal vivo e una clientela over 40 nell’ambito dei dispositivi medici, esperienza più recente”, “sarei inoltre state entusiasta per la opportunità di vivere in Italia e parlare più lingue durante la mia giornata lavorativa, a contatto con clienti internazionali.”

Spero che condividendo ciò vi abbia dimostrato quanto siano limitanti i nostri pensieri e pregiudizi sulle cose. Nel dubbio, si possono valutare i pro e i contro mettendoli per iscritto su un foglio bianco, è incredibile quanta chiarezza si riesca a fare. E ora non posso che augurarvi di avere le energie per fare il primo passo, una semplice azione, per fare materializzare poco a poco i vostri desideri! Hasta el luego!

Clicca qui per vedere il video Ti prego, non rimandare!!!

Il paradiso all’improvviso!

Ponte Vecchio, Firenze

Una settimana fa ho caricato un altro video (clicca qui per vederlo!), in cui parlavo di quanto siano stati tosti e impegnativi per me gli ultimi sei mesi. Da un periodo molto creativo durante il quale ho riscoperto la pittura, il giardinaggio, ricette casalinghe e molto altro sono, tutto ad un tratto, sprofondata in uno stato di agitazione, incertezza e scarsa lucidità mentale. Il mio malessere interiore era talmente acuto che ho cercato risposte confrontandomi per la prima volta con uno specialista che, ahimè, riceveva solo da remoto tramite telefonate, il che non ha reso pratico il mio bisogno di esprimermi e essere capita. In un momento in cui mi sentivo smarrita, avrei voluto avere una persona di fronte a me, con cui interagire tramite non solo la parola ma anche sguardi, espressioni del viso e linguaggio del corpo.

Dopo sole tre sessioni, in cui si, ho ricevuto consigli utili su come affrontare i miei stati d’animo altalenanti, presi la decisione di spezzare “le catene” di cui mi sentivo in trappola tornando a casa in Italia dopo aver collezionato 13 anni di esperienze in giro per l’Europa e dintorni.

Il motivo per cui nel video condivido la mia storia senza filtri, ammettendo una certa vulnerabilità, è perché sono certa che altre persone hanno provato in maniera più o meno intensa gli stessi sentimenti e effetti collaterali del periodo che stiamo vivendo; e spero possano trovare nelle mie parole una sorta di supporto se necessario.

Una storia a lieto fine…

Situazioni difficili ci rendono più forti e è importante accettarle e affrontarle nel momento in cui si presentano, o perlomeno fare del nostro meglio per non contrastarle. Ad esempio, per dei mesi ero talmente stanca al punto di addormentarmi in pieno giorno, dopo aver letto neanche un paragrafo del libro. O ancora, andare a fare delle commissioni, mi costava fatica perché inevitabilmente mi agitavo anche se non ce n’era alcun motivo. Per quanto surreale fosse essere a disagio ad andare a fare la spesa o entrare in un negozio, mi sono data tempo, credendo fermamente che prima o poi sarebbe passato tutto. E così è stato!

La cura fai da te è stata la campagna. Il contatto con la terra e le piante mi ha disintossicato la mente da pensieri e preoccupazioni superflue ma che, più gli davo importanza, più diventavano sempre più grandi.

La mia storia è a lieto fine perché è da più di un mese a questa parte che sto di nuovo bene e non ho avuto bisogno né di uno specialista né di prendere alcun farmaco. Questa sera sto scrivendo l’articolo da una camera di hotel in centro a Firenze. Qualche ora fa camminavo solitaria per le vie di questa splendida città quando mi sono imbattuta nel Duomo. Che meraviglia! Sarò in Toscana per un paio di giorni, vagando per le città di giorno e inventariando negozi la sera! Se non trovassi sempre un pretesto per andare a spasso non mi chiamerei “Super Ale on the road”!! XD

Guarda il video!! Clicca qui!

Cogli l’attimo!

Vi racconto la giornata di sabato perché è stata particolarmente ricca di sorprese. Il mattino mi butto giù dal letto e mi vesto in fretta e furia perché i miei riescono a darmi uno strappo in centro solo di lì a poco. Cerco nell’armadio pantaloni e felpa rigorosamente neri perché in tutto questo tra un paio d’ore inizio a lavorare. Quindici minuti più tardi salto in macchina e dopo un’altra manciata di minuti salto giù perché arrivata a destinazione.

Senza avere ancora avuto il tempo di pensare a come ingannare le prossime due ore mi dirigo verso il porto e mi ritrovo davanti questo spettacolo! Il sole aveva appena deciso di farsi spazio tra le nuvole e di illuminare le onde del mare mentre si infrangevano grintose e spumeggianti sulla scogliera. Quasi incantata rimango lì seduta su un sasso a godermi il caldo dei raggi sul viso intervallati da spruzzi di acqua salata.

Sanremo

Sono sul marciapiede che assaporo l’atmosfera di un piacevole sabato mattina, adoro camminare senza meta per le vie del centro finché non mi viene in mente cosa fare di lì a poco. Per caso passo davanti alla Tavernetta, focacceria storica di Sanremo; subito un profumo di sardenaira e farinata appena sfornate mi pervadono e non resisto. Entro e prendo anche un bicchiere di spuma ma non potendo consumare all’interno del locale, un attimo dopo sono di nuovo per strada.

Non desisto dal mio desiderio di gustarmi in pace questo piccolo peccato di gola e mi installo vicino a un blocco di cemento su cui appoggio bicchiere e l’incarto della focaccia. Tempo di fare il primo morso e una coppia mi raggiunge, in quell’attimo condividiamo la stessa bramosia di assaporare quel pezzo di sardenaira così morbido e fragrante, su cui è stato appena spennellato un olio con capperi, acciughe e origano, una vera delizia. Uno scambio di sguardi e scoppiamo tutti e tre in una risata per il piacere condiviso in quel momento.

Guardo l’ora e mi avvio verso il negozio di abbigliamento in cui inizio il turno; oggi sono in veste di addetta all’inventario domani chi lo sa! Inizio a contare e a scannerizzare uno ad uno i codici a barre di calze, mutande, boxer, reggiseni, per poi passare a gonne, pantaloni, piumini, giacche di pelle, magliette e altro, altro ancora… quasi senza sosta. Per quanto la mia felicità sia ingiustificata, vista la mansione ripetitiva e basilare, armata di pistola scanner a sinistra e di etichetta a destra sono felice.

Lo sono perché sono in mezzo alle persone che in questo momento stanno facendo esattamente la stessa mia cosa, contano. Negli ultimi anni mi sono ripetuta sovente la parola non giudicare perché non sai mai la storia di una persona o del perché in quel momento della sua vita si trova esattamente lì, proprio dove sei tu, e anche se non vi parlate i vostri destini in qualche modo si intrecciano.

Io ad esempio non ho mai sopportato le parole disoccupazione e cassa integrazione per cui piuttosto che rimanere a casa ho iniziato un lavoro che per passa parola è venuto a bussare alla mia porta e ho deciso di dargli il benvenuto al di là della mansione in sè. L’essere grati e riconoscenti per tutto quello che ci capita tra le mani è un segno di rispetto nei confronti della vita, che ci strattona continuamente da un posto all’altro prima ancora che ce ne accorgiamo.

La pausa l’ho fatta seduta a un tavolino in penombra di una pizzeria; ho chiesto se fosse possibile uno strappo alla regola per non mangiare su una panchina! Nonostante la situazione surreale di dovermi nascondere per poter cenare a un tavolo, il gestore del locale non mi ha fatto mancare proprio nulla e mi sono sentita la sua miglior cliente della serata. Ogni tanto si avvicinava al tavolo per assincerarsi che non mi mancasse nulla e spazzolata via la pizza abbiamo brindato con un amaro.

E rieccomi nel negozio a bippare calze, mutande e reggiseni, è ormai sera, e la passo così. Infine, in cima alla scala per arrivare all’etichetta del foulard di un manichino sorrido tra me e me pensando alla frase: la vita è un susseguirsi di “qui e ora”. Rendi unico ogni momento a partire da adesso. E così decido di fare!

Perle di saggezza da condividere XD

Prendimi se riesci!

vigneto in Emilia Romagna, gennaio 2021

Esattamente un anno fa conoscevo un ragazzo sardo in Irlanda. Gli anni che ho vissuto lì ho sempre trovato singolare che tanti coetanei si trasferissero da un’isola, Sardegna, per andare a vivere su un’altra isola, Irlanda. Per me che arrivo dalla terra ferma, la scelta di alcuni di trascorrere l’intera vita su due isole la trovo curiosa soprattutto perché non si ha la comodità di esplorare terre vicine con qualsiasi mezzo di trasporto si voglia; ma veniamo al succo del discorso… dopo neanche una settimana che io e Alessandro ci frequentavamo mi aveva dato il nomignolo “catch me if you can” prendimi se riesci!

Diceva che una delle cose che più mi distingueva era il fatto che fossi una trottola! Tempo che gli raccontavo dov’ero, un attimo dopo ero da tutt’altra parte. In realtà già altri amici avevano notato questa mia particolarità; in una delle cartoline che ricevetti da un’amica di Edimburgo qualche anno fa, c’era scritto “I’m missing my friend, you’re a bubble of energy” mi manchi, sei una bolla di energia. E ancora, di recente, mi hanno soprannominato meteora; sembra che ovunque vada lasci il segno XD

Come racconto in questo video, impaziente come non mai di vivere nuove avventure; in una manciata di ore ho affittato una macchina, inviato la mia candidatura per due giorni di inventari in Emilia-Romagna e il lunedì sono partita. L’idea era di avere la scusa del lavoro per poter evadere oltre il confine della mia regione e così è stato; solo che ho finito per prenderci gusto quindi sono rientrata a casa dopo otto giorni.

La mia giornata tipo era svegliarmi in tempo per la colazione, prendere la macchina e raggiungere la città in cui la sera avrei fatto l’inventario. Camminare e perdermi un paio d’ore senza meta per i marciapiedi e le vie della città in cui ero, assaporandone l’atmosfera, la storia, la cultura mischiandomi tra la gente locale. Prima dell’ora del tramonto rientravo nella struttura dove pernottavo, mi godevo il caldo dei termosifoni dopo essermi congelata a stare fuori tutte quelle ore, cenavo alle 19 e alle 20 mi dirigevo presso il supermercato per l’inventario.

Conoscendomi, ci crederete quando vi dirò che durante le ore diurne sono riuscita a visitare ogni giorno un posto diverso e a fare amicizia tra gli scaffali la sera! Ho lavorato in ipermercati enormi il cui staff solo addetto alla conta era tra le 80 e le 100 persone.

Anche se viaggiavo da sola mi sentivo parte del tutto e ad essere sincera non vedo l’ora che ricapiti! Nel frattempo, clicca qui per vedere il video di cui ho accennato prima 🙂

Calendario gennaio 2021